Mario Mauro, al Foglio.it: "L'Europa può e deve fare tantissimo"
Il ruolo dell'Europa nella crisi del Maghreb
"Il governo italiano sta agendo bene. Si tratta di un intervento a sostegno della Tunisia", dice Mario Mauro, europarlamentare del Ppe, al Foglio.it., "L'Europa può e deve fare tantissimo: ha il compito di rispondere a quello che sta succedendo nel Mediterraneo – continua Mauro – come aveva aveva fatto nell'89 nei confronti dei paesi dell'Est".
5 AGO 20

"Il governo italiano sta agendo bene. Si tratta di un intervento a sostegno della Tunisia", dice Mario Mauro, europarlamentare del Ppe, al Foglio.it., "L'Europa può e deve fare tantissimo: ha il compito di rispondere a quello che sta succedendo nel Mediterraneo – continua Mauro – come aveva aveva fatto nell'89 nei confronti dei paesi dell'Est". Su che cosa operativamente debba essere fatto, ha le idee chiare: "Bisogna fare le quote: cioè ripartire nei ventisette paesi europei i flussi migratori". Per un piano sul lungo periodo però occorre un cospicuo stanziamento di risorse: "Sono necessari fondi per il pattugliamento delle coste, per rendere dignitosi i centri di accoglienza, e sopratutto bisogna aiutare i paesi di provenienza, altrimenti l'ondata migratoria non avrà mai fine". "Se si destabilizza un paese come l'Egitto – conclude – è necessario uno sforzo comune europeo per far fronte a questa situazione. Se in Italia la crisi del Maghreb si riduce a uno scontro tra buonismo e intolleraza perdiamo solo tempo".
"Non è vero che l'Italia ha rifiutato l'aiuto offerto dalla Commissione europea per fronteggiare l'emergenza sbarchi dalla Tunisia". E' quanto precisa il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, in relazione alla notizia – riferita da fonti della stessa Commissione – secondo cui il nostro paese non avrebbe chiesto alcun intervento urgente, nemmeno quello di Frontex. Fonti del Viminale ricordano che in realtà nel colloquio telefonico di sabato scorso tra Maroni e il commissario Cecilia Malmstrom, il titolare del Viminale avrebbe avanzato diverse richieste "tutte rimaste sinora senza riposta".
Il governo intanto si prepara a fronteggiare quella che ormai è un'emergenza umanitaria. Nel pomeriggio è prevista una riunione tecnica per decidere le misure di contrasto e di controllo degli sbarchi al Viminale, a cui seguirà una seduta del Comitato nazionale per l'ordine e la sicurezza pubblica. In serata il ministro degli Esteri, Franco Frattini, andrà a Tunisi per concordare con le autorità le misure da adottare. Il titolare della Farnesina ha però anticipato: "L'Italia vuole ripristinare i pattugliamenti nel Mar Mediterraneo per arginare l'immigrazione clandestina".
"Siamo naturalmente pronti a fronteggiare la situazione con spirito umanitario, ma anche cercando di conservare un equilibrio sul delicato problema dell'immigrazione". Ad affermarlo è il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, intervenendo sui numerosi sbarchi di immigranti sulle nostre coste.
Il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri, richiamando l'importanza di una azione europea congiunta, ha dichiarato: "Se, come pare stia accadendo in Tunisia, degli stati rischiano di dissolversi, il problema degli esodi che ne possono seguire non può essere competenza di un solo paese. In questo caso l'Italia, per ragioni geografiche. Quindi l'Europa deve elaborare con immediatezza una strategia operativa, anche perché i fermenti in Algeria e la difficile transizione in corso in Egitto potrebbero rendere ancora più vaste le dimensioni della crisi. La comunità internazionale e l'Europa in prima fila devono farsi carico delle conseguenze di quanto sta avvenendo senza perdere un minuto di più".
Altre cinque persone sono annegate a causa del rovesciamento di un barcone carico di migranti diretti verso l'Europa, nel sud della Tunisia. Sul barcone, al momento dell'incidente, avvenuto la scorsa notte, erano presenti 140 migranti.
A Lampedusa sono attualmente presenti 2.600 tunisini. Per il sindaco della città, Bernardino De Rubeis: "Siamo difronte a un esodo biblico". I centri di accoglienza sono ormai saturi. In 118 sono stati intercettati sull'Eurostar Reggio Calabria-Milano, a Bologna, dove sono stati fatti scendere e rifocillati.